La prima volta che abbiamo immaginato questo progetto era un giorno di fine maggio, una domenica di sole e di nubi alte. Stavamo pedalando sulla salita che porta a Lusiana, un piccolo pease nei pressi dell’Altopiano di Asiago. Quel giorno mentre le gambe giravano e mentre i polmoni respiravano, parlavamo un pò del nostro lavoro e un pò di quanto è bello andare in bicicletta. Ecco, lì in quei momenti, aggrappati ai nostri manubri, è nato questo progetto. Così è nata Gravellata. Sulla salita che porta a Lusiana abbiamo provato ad immaginare il nostro lavoro e la nostra passione, abbiamo immaginato qualcosa che fosse in grado di unire queste due cose.

“Oh bro, sabato, Gravellata?”. Ecco, così è nato il nostro nome. Lo abbiamo poi sconnesso per le vibrazioni dei percorsi che avremmo fatto in sella. Il nome segue la traccia come noi la seguiamo nelle nostre gravellate.

Dopo aver ideato il progetto ed aver disegnato il logo, avevamo bisogno di presentarci. Avevamo bisogno di un caffè e di una brioche. Quello con Nure è stato il primo incontro che abbiamo cercato ed ottenuto. I primi di luglio ci stavamo prendendo un caffè e una brioche con lui e più che un incontro per esporre il nostro progetto, ci è sembrato fin da subito un reciproco scambio di idee. Michele è stato il primo a scommettere su di noi ed è grazie a lui che Gravellata ha preso la prima spinta.

Da quel primo incontro, in poche settimane, siamo stati da 3T Bike e da Elite Cycling dove abbiamo conosciuto Carlo e Mattia, ragazzi professionali e disponibili. Dopo alcune videochiamate con Federico e Marco di Sportful, Gravellata poteva indossare anche una maglia. Il team che avevamo sognato qualche mese prima era affiatato e pronto a partire. Un’estate di email, viaggi, incontri e videochiamate. Che bella estate. Ci siamo presi una pizza per festeggiare. Nei mesi successivi hanno iniziato a pedalare con noi anche Met Helmets, Fizik, Ferrino, Ravemen e Eevye.

Se vogliamo indicare un giorno preciso dell’inizio di Gravellata questo è da attribuire a lunedì 9 novembre 2020. Quel giorno abbiamo iniziato a parlare e disegnare gravel e bikepacking. Gli sketch a matita hanno iniziato a prendere forma, ordinandoli e tracciandoli. Questa fase, ovvero lo sviluppo delle illustrazioni, è stata vera e propria costruzione: abbiamo cercato una lettura fluida dei disegni inserendo nelle corrette posizioni tutti i personaggi narrando attorno il contesto ambientale nel quale questi erano inseriti. Dal giorno alla notte. Dalla notte al giorno.

Dopo due settimane circa stavamo lavorando al computer, tracciando gli sketch digitali. In qualche giorno le illustrazioni erano tracciate. Abbiamo voluto colorarle assecondando i nostri gusti personali: il colore preferito di Andrea è il giallo mentre quello di Luca è il viola.

I ragazzi del “nostro team” si sono sempre resi disponibili ed accomodanti nel collaborare con noi e questo ha reso tale processo sicuramente più semplice e divertente. Ad inizio marzo eravamo tutti pronti: dopo mesi di work in progress finalmente i prodotti venivano processati per la customizzazione.

Finalmente era tempo di preparare la bici, le borse e partire! Questa fase può essere distensiva e non troppo complicata se hai già tutto quello che ti serve o se sai con precisone quello di cui avrai bisogno. Nel nostro caso non è stato per niente semplice e distensivo: eravamo in grado di fare una valigia ma solo per un training camp o per un weekend di gare dove solitamente il fornello non serve, figuriamoci la tenda.

Per fortuna, grazie a qualche consiglio di amici, colleghi e dei preziosissimi YouTubers, abbiamo iniziato a compilare una lista che mettiamo a disposizione di tutti sul nostro canale YouTube. In questa lista abbiamo preso appunti riguardanti specifiche tecniche e peso di ogni singolo articolo che avremmo portato con noi nelle gravellate, anche per dividerci equamente tutto il peso.

Ecco, adesso siamo veramente pronti e non ci resta che trovarci fuori sulla ghiaia per pedalare insieme.