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Bivacco dell’Angelo

Era da un pò che pensavamo ad una notte in tenda in mezzo al bosco, a cucinare della carne sul fuoco e guardare il tramonto. Poi un’alba. Abbiamo radunato i regaz e siamo partiti all’avventura. La nostra meta è stata il Bivacco dell’Angelo, sull’Altopiano di Asiago.

In mezzo ai boschi.

Gravellata Altopiano di Asiago

Per arrivarci abbiamo percorso una traccia di 85km e 1890 metri di dislivello.

Gravellata Altopiano di Asiago

Siamo arrivati che ormai era sera e dopo aver preso un pò di confidenza con il luogo, abbiamo iniziato ad allestire il nostro piccolo camping selvaggio e a reperire legna per cucinare la carne. Dei bei pezzi di abete erano già presenti sulla legnaia ma abbiamo fatto due passi nel bosco per cercare qualche rametto secco per l’accensione. Il nostro piccolo rifugio era vivo e si stava scaldando.

Gravellata Bivacco dell'Angelo

In Veneto siamo forti con gli aperitivi ed un salame, due taralli e una birretta erano lì, pronti a tenere compagnia a chi cucinava o a chi montava le tende. L’abete era secchissimo ed il fuoco andava che era una meraviglia. Il prato era ben tagliato e le tende sono state montate in poco tempo. Braci in abbondanza ed abbiamo preparato la carne. Con calma, girandola bene.

Abbiamo mangiato, bevuto ed abbiamo parlato, tanto. Ci siamo conosciuti tutti un pò di più.

Gravellata Altopiano di Asiago

Fuori dalla finestra il bosco ci guardava ma non sappiamo cosa vedesse perché i vetri erano un pò sporchi. Di sicuro vedeva cinque regaz con la fame giusta che hanno spazzolato tutto.

Gravellata Altopiano di Asiago

Dopo cena abbiamo ascoltato la musica, guardato le luci della pianura che un pò si intravvedeva dietro le montagne.

Gravellata Altopiano di Asiago

Il fuoco ancora andava, piano, quasi si spegneva. Ne abbiamo approfittato ancora un pò prima di coprirlo con la cenere e metterci a dormire.

Le bici erano stanche dopo aver portato noi, l’attrezzatura ed il cibo quassù a 1700 metri. Anche noi eravamo stanchi, la notte era arrivata e non tirava un filo di vento. Temperatura da felpa anche se non davamo indicazioni troppo attendibili sulla temperatura: Tina in maniche corte e Giacomino col suo piumino. Abbiamo dormito in mezzo al bosco dentro alle nostre tende. Si stava benissimo.

Gravellata Altopiano di Asiago
Gravellata Altopiano di Asiago
L’alba è stata maestosa, bella per davvero, arrivata come sempre, senza fare rumore. Colorata di sole nuovo. Puntuale alle 5:34.
 
 A proposito di alba, Mario Rigoni Stern, scrittore nato a pochi km dal Bivacco, che passeggiava sempre per quei boschi con il suo cane, scrive:
 

“Avete mai assistito ad un’alba sulle montagne? È uno spettacolo che nessun altro mezzo creato dall’uomo vi può dare, questo spettacolo della natura. Ad un certo momento, prima che il sole esca dall’orizzonte, c’è un fremito. Non è l’aria che si è mossa, è un qualche cosa che fa fremere l’erba, che fa fremere le fronde se ci sono alberi intorno, l’aria stessa, ed è un brivido che percorre anche la tua pelle. E per conto mio è proprio il brivido della creazione, che il sole ci porta ogni mattina.”

La crew era di nuovo in piedi anche se per svegliare Tina è servita la campana.

Abbiamo preparato la colazione. The, biscotti e il latte rimasto dopo l’ebollizione sul Jetboil di Tina.

Gravellata Altopiano di Asiago

Abbiamo chiuso tutto, preso le cartacce e ci siamo preparati per il ritorno, un’altra 70ina di km ed un percorso diverso, passando per il Monte Corno e con tanta discesa.

Gravellata Altopiano di Asiago

Prima di partire abbiamo fatto una foto ed abbiamo salutato il Bivacco.

Gravellata Bivacco dell'Angelo

Un piccolo luogo di pace, straripante di storia. Là, adesso, c’è un frammento anche della nostra storia, un piccolo ricordo che custodiamo e che speriamo di rivivere.

Grazie regaz, è sempre bello passare del tempo con voi.

Questo è il Vlog della nostra avventura selvaggia: